Canottieri “pigliatutto” sull’Adda: undici titoli al “Trofeo Mentegazza”

Lodi Le previste bizze di Giove Pluvio hanno lasciato spazio a una bella giornata di sole, cornice ideale per l’ottava edizione del “Trofeo Marco Mentegazza”, l’appuntamento clou del calendario canoistico lodigiano.

Alla kermesse organizzata ieri dalla Canottieri Adda hanno partecipato un centinaio di atleti di 14 società, provenienti da tutta la Lombardia ma anche da Emilia, Veneto, Liguria e Piemonte. La gara, valida come campionato regionale di discesa sprint aperto a tutte le categorie (tracciato di circa 280 metri con partenza all’altezza dell’Isolabella e arrivo al solarium della Canottieri), ha visto letteralmente trionfare i canoisti di casa: i portacolori del centro di via Nazario Sauro hanno infatti conquistato ben 11 titoli lombardi, mentre gli amici-rivali del Crcl (Centro ricreativo canoistico lodigiano Belgiardino) sono arrivati due volte sul gradino più alto del podio.

La classifica di società (somma dei punti ottenuti dai vari atleti in gara) è andata invece al Canoa Club di Pescantina. Pochi ma calorosi i tifosi che hanno seguito le prove: la Canottieri si è riempita soprattutto nel pomeriggio, quando molti soci hanno sfruttato il sole per farsi uno degli ultimi bagni della stagione.

Il Trofeo Mentegazza ha subito messo in luce le nuove leve della Canottieri: Maya Bagnato ha vinto nel K1 Allieve B, mentre Caterina Gori si è imposta nel K1 Cadette A davanti alla compagna di squadra Lia Bianchessi. Tra le Cadette B si è invece laureata campione regionale Elena Pezzetti del Belgiardino. Anche la compagine maschile giovanile ha fatto registrare ottimi risultati grazie ai titolo di Andrea Abbiati (Allievi B) e Filippo Coppaloni (Cadetti B).

La striscia vincente è proseguita con le prove degli atleti più esperti: la solita Isabella Giorgis si è imposta nei Master, mentre Mara Maraschi ha primeggiato nella categoria Senior femminile. Sul primo gradino del podio sono giunti anche Fabio Baravelli (C1 Master 1), Marco Asti (C1 Master 2) e la squadra formata da Asti, Baravelli e Thomas Coscia (C1 Senior). Il titolo regionale è andato infine ad Andrea Ponzio (K1 Master 2), Giacomo Abbiati (K1 Ragazzi) e alla squadra formata dallo stesso Ponzio con Giorgio Mariani e Paolo Seccamani (K1 Senior). La prossima gara è in programma domenica, la maratona fluviale da Vigevano a Pavia.

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Tarantasius, il nome scelto dai soci che si sono costituiti in gruppo per esercitare l’arte della voga, nasce dalla leggenda tutta lodigiana della presenza di un mitico drago nelle bassure e paludi del fiume Adda che in tempi millenari circondavano la città di Lodi.

E appunto di un drago si tratta, anzi di un “dragon boat”, l’imbarcazione che è usata dagli audaci vogatori. Certamente audaci e valenti: sono già TRE le imprese che nel volgere di pochissimi anni sono state compiute dal gruppo Tarantasius:

il raid LODI – VENEZIA  percorrendo l’Adda, il Po, la laguna veneta, e la successiva partecipazione alla Vogalonga

il raid LODI – SALO’ percorrendo l’Adda, il Po, risalendo il Mincio, entrando quindi nel lago di GARDA, raggiungendo Salò, e la partecipazione alla Gardalonga.

il raid LODI – TRIESTE discendendo lungo l’Adda e il Po, inoltrandosi nella laguna veneta e costeggiando il mare Adriatico, approdare a Trieste

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22 maggio 2018

E’ l’ora di una nuova avventura: il dragone Tarantasius partirà da LODI per approdare a RAVENNA.

Ecco le tappe del viaggio:
22.5. Km.  91 > Lodi – Polesine Parmense
23.5. Km. 110 > Polesine P. – Governolo
24.5. Km. 114 > Governolo – Berra (attraversando Ferrara)
25.5. Km.  45  > Berra – Gorino (sul Po di Gnocca)
26.5. Km.  58  > Gorino – Ravenna (passsando per Comacchio)
per un totale di 418 Km.

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PRECEDENTI

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27 maggio 2017

Nuova impresa che il Tarantasius si accinge a tentare: il raid LODI – TRIESTRE

Presentazione e informazioni sull’articolo del quotidiano lodigiano Il Cittadino qui allegato

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9 maggio 2016

300 chilometri da Lodi al Garda: Tarantasio sbanca la Gardalonga

In un tempo remoto, narra la leggenda, il drago Tarantasio imperava nel mitico Lago Gerundo, ammorbando l’aria con il suo alito asfissiante e facendo strage di ogni forma di vita che si avvicinasse alle rive. Una fantasia popolare tramandata di generazione in generazione e che, ieri pomeriggio, ha trovato in qualche modo la sua realizzazione. Senza uccidere uomini né impestare l’ambiente, il drago è tornato a dettare legge – sportivamente e pacificamente – sulle acque di un altro lago, il Garda, sede della mitica “Gardalonga”, la tradizionale manifestazione remiera agonistica che ha visto al via un centinaio di imbarcazioni. Tarantasio, la “dragon boat” lodigiana griffata Canottieri Adda, si è infatti piazzata al primo posto nella propria categoria e ottava nella classifica generale.

Un’impresa straordinaria considerato che gli undici membri dell’equipaggio (il capitano e timoniere Gilberto Campelli, il capovoga Paolo Zanoni, l’armatore Marco Viani più Franco Avaldi, Fabio Catufi, Franco Donzelli, Matteo Losi, Vittorio Riccaboni, Mario Spini, Paolo Vinzia e Luca Sangalli, mentre Alfonso Ciccone è rimasto in barca per le prime due tappe) arrivavano da un raid con oltre 300 chilometri sulle spalle, dopo aver navigato per cinque giorni sulle acque di Adda, Po, Mincio e lago di Garda. Il trionfo lodigiano è stato completato dall’oro vinto da un altro lodigiano Giorgio Mariani, alfiere della Canottieri Adda, giunto al primo posto nella canoa fluviale. Tarantasio ha completato il percorso (22,5 chilometri con partenza da Toscolano Maderno e arrivo a Isola del Garda e ritorno a Toscolano) in 2 ore e 26 minuti, tempo inferiore persino a quello registrato dalla dragon boat vincitrice lo scorso anno, nonostante un moto ondoso piuttosto forte e a un fastidioso vento contrario nel primo tratto.

«Il “drago” ha scoperto il suo spirito agonistico – racconta Mario Spini -. Dopo l’esperienza dello scorso anno, con la partecipazione alla Vogalonga di Venezia, abbiamo aumentato l’allenamento e l’affiatamento tra l’equipaggio, raggiungendo un risultato davvero importante e anche inaspettato».

Al di là del successo, la seconda avventura dei “dragoni” va agli archivi come una nuova, meravigliosa esperienza di vita che ha permesso di scoprire luoghi e paesaggi favolosi, molto diversi dagli squarci naturalistici del Po ammirati nel 2015. Il regista dell’operazione è stato Marco Viani, originario di Salò, città che ha accolto il “drago” con una festa organizzata dalla locale Canottieri a cui ha partecipato anche il presidente lodigiano Beppe Sala. Da non dimenticare inoltre la figura di Maurizio Spelta, driver del mezzo di appoggio, e dei tanti lodigiani che ieri sono arrivati sul Garda per applaudire i loro eroi.

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